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Resoconto della gita alle Miniere del bacino delle Colline Metallifere di M. Taricco " Nel settembre 1921, in occasione del Congresso della Società Geologica Italiana, svoltosi a Pisa, fu organizzata una gita, a cui parteciparono imminenti scienziati dell'epoca, fra cui; i professori D'Achiardi, Artini, Stella e gli ingegneri, Lotti, Cortese Segrè. Riportiamo alcuni stralci del resoconto, da cui si evidenzia, oltre al carattere goliardico in cui si svolgeva la gita, la buona salute della nostra industria mineraria all'epoca fra la prima guerra e la venuta del fascismo." ..Il giorno 7 di buon mattino si va a Follonica in treno; sulla spiaggia si osservano resti di scorie antiche e si prosegue subito in autobus per Gavorrano. Quivi l'ing. Sappa, direttore della miniera, accoglie i congressisti negli uffici, espone i piani dei lavori, mette a disposizione campioni di pirite in bei cristalli; dei congressisti una parte visita i lavori interni coll' ing. Prof. Bibolini, la maggioranza visita gli interessanti scavi all'aperto, in corrispondenza del contatto del granito miocenico coi calcari del retico, per osservare i fenomeni di metamorfismo e di mineralizzazione in pirite. Il giacimento è costituito da un grande ammasso diretto circa N-S, lungo un chilometro con potenza media di m. 80. L'ammasso presenta vari restringimenti ed ingrossamenti; spesso lingue di granito si spingono nell'interno della massa con potenze variabili da pochi centimetri a parecchi metri, ciò che giustifica delle ricerche di qualche profondità anche al di sotto del granito, ritenuto finora come letto del giacimento. E' in corso un impianto per riempimento idraulico dei vuoti delle coltivazioni. Si visitano pure gli impianti esterni: quello dell'aria compressa per la perforazione, il pozzo di estrazione, la laveria, il trasporto aereo per la stazione ferroviaria di Scarlino. Il minerale esce dalle coltivazioni già diviso in due classi: quello di 1° già sufficientemente ricco, per il quale non occorre che una macinazione a 12 mm. mediante frantoio e cilindraie, quello di 2° per cui è necessario un arricchimento, che si ottiene dopo frantumazione e classificazione, con crivelli. A mezzogiorno nell'ampio salone cinematografico riccamente addobbato, è offerta la colazione della "Montecatini", che inizia così una serie di ricevimenti improntati sempre a squisita signorilità. Da Gavorrano si va a Massa Marittima; lungo il cammino si visita la bella laveria dell' Accesa, recentemente trasformata per un migliore arricchimento dei minerali piombo-zinciferi della miniera stessa. A Massa Marittima ove si giunge sull'imbrunire, ci attende una gradita sorpresa. L'amministrazione comunale invita i congressisti al Municipio; il Sindaco con elevato discorso dà il benvenuto agli studiosi di quelle discipline cui Massa deve in buona parte la sua floridezza; offre un ricco trattamento di liquori e paste coadiuvato dai consiglieri, mentre sulla piazza suona la musica cittadina fra la popolazione festante. Le festose e cordiali accoglienze dei cittadini di Massa, la bellezza dei palazzi e dei monumenti mediovali cosi ben conservati, l'ospitalità con cui anche nei giorni seguenti parecchi dei congressisti vennero accolti lasciarono senza dubbio in tutti un ricordo grato e duraturo. Il giorno seguente si visita al mattino la miniera di Fenice Massetana, sotto la guida dell' ing. Attolico e del cav. Conedera ed accolti con la consueta ospitalità della Montecatini. Si visitano gli affioramenti all'esterno del potente filone quarzoso-cuprifero che taglia la provinciale; esso ha direzione circa N-S, inclinazione di 45° ad Est, concordante cogli strati argillo-calcarei dell'eocene, più o meno metamorfizzati. Il filone era assai ricco alla superficie, dove colla cernita si ebbero in passato vistose produzioni con tenori in rame superiori al 10% e fino al 20%, tali cioè da costituire un prodotto direttamente vendibile; la parte a tenori più bassi era arricchita dapprima con una laveria ora demolita ed in seguito con un trattamento idro-metallurgico tuttora in uso. Con l'approfondirsi il filone si è impoverito dando alla cernita una quantita minore di vendibile ed una molto maggiore con tenore sul 2,60% di rame per il trattamento idro-metallurgico. Nel pomeriggio si visitò il giacimento di Boccheggiano, di pirite in ammassi al contatto del retico col permico, accompagnati dall'ing. Guareschi. Per la ristrettezza del tempo, la visita venne limitata all'esterno ed alla laveria. Anche qui la visita ebbe fine alla sede della Direzione con una animata merenda. All'uscita i congressisti furono veramente commossi di veder arrivare da Boccheggiano la musica operaia; i bravi musicanti, finita la giornata di lavoro, si erano rapidamente adunati e venivano a salutarci. Terminato il pezzo musicale, il presidente, Prof. D'Achiardi, con indovinatissima improvvisazione, ringraziò inneggiando all'armonia tra il lavoro del braccio e quello della mente. Il discorso breve, semplice, ma profondamente umano fu accolto coi più nutriti applausi delle due parti. Il 9 settembre si visitò la miniera di lignite di Ribolla, la più importante che l'Italia possegga. Essa occupa circa 1000 operai e 50 impiegati che alloggiano sul posto in numerose case appositamente costruite, con acquedotto, cantine, scuole, ufficio postale, ecc. Lo strato di lignite, potente da 5 a 6 metri, talora anche più è incluso nelle argille marnose del miocene superiore; ha un andamento piuttosto irregolare con interruzioni o stiramenti, ma è riconosciuto su d'una superficie di km. 9 in direzione Est-Ovest e per km. 4 in direzione Nord-Sud; la sua profondità sotto il suolo è variabile ed in generale la coltivazione è sotterranea; in un punto, quello visitato, essendo lo strato a pochi metri dalla superficie, è scoperchiato man mano e coltivato a giorno. La lignite è picea ed ha un potere calorifico tra 5000 e 6000 calorie; la sua composizione, piuttosto costante, è la seguente: 9-13 % di acqua igroscopica, attorno a 1 per cento di zolfo, tra 30 e 35 % di materie volatili, 8-12 % di ceneri; il potere evaporante è di 4-5 kg. di vapore per chilogrammo; le ceneri sono poco fusibili. Tra i numerosi impianti esterni per la ventilazione all'interno, l'estrazione del carbone, il caricamento, ecc, è notevole quello per la fabbricazione degli agglomerati (ovuli) con trito mescolato a pece. La produzione giornaliera è di circa 400 tonnellate che per ferrovia di 8 km. a scartamento normale giunge alla stazione ferroviaria di Giuncarico. A mezzogiorno pranzo offerto dalla 'Montecatini', vi prendono parte il direttore ing. D. Vola Gera e parecchi impiegati, che avevano prima accompagnato le varie squadre. Nel pomeriggio inoltrato si visitano fugacemente la miniera di calamina (n.d.r. minerale od insieme di vari minerali da cui si ricava lo zinco) della Niccioleta in Val D'aspra e gli imponenti scavi a giorno della vicina miniera di limonite coltivata dalla società Rhederai, ma ora sospesa. Il 10 settembre si lascia con rincrescimento Massa e si parte per Larderello; una strada pittoresca ci conduce in qualche ora all'importante centro dell'industria boracifera. Dopo un breve ricevimento in cui vennero serviti squisiti vini e dolci, i congressisti, divisi in due squadre e cortesemente accompagnati visitano minutamente la zona ove si sprigionano naturalmente o provocati da trivellazioni i soffioni, uno dei più potenti dei quali è lasciato da qualche tempo libero di espandersi con un alto pennacchio nell'atmosfera. I vapori sono condotti, a seconda della temperatura e della ricchezza in sali a parti diverse dello stabilimento. La temperatura dei soffioni va da 100° a 162°; la velocità di afflusso varia da m. 106 a m. 172 al 1", la portata da kg. 2,33 a kg. 7,97. L'insieme degli impianti lascia la migliore impressione. Firmato il voluminoso registro dei visitatori. Si parte per Pomarance, ove si fa colazione e si visita nella serata il R. Stabilimento delle Saline di Volterra, gentilmente accolti dal direttore ing. V. Roggero, la acque salse pompate con aria compressa dai pozzi trivellati o con pompe elettriche da vecchi pozzi, vengono condotte ad un serbatoio nello stabilimento e di qui alle caldaie di concentrazione ed a quelle di salinazione, riscaldate a legna ed a lignite. Il sale raccolto viene essiccato naturalmente od artificialmente e messo in commercio senza altre lavorazioni sotto il nome di sale comune. Una parte del prodotto viene lavorata ulteriormente per l'ottenimento del sale raffinato e di quello sofisticato per pastorizia e per refrigerazione. La produzione del sale fu nel 1919 di t. 20.930 con un aumento sull'anno precedente di t. 7.000 circa. Dopo una bicchierata offerta dalla Direzione delle Saline, ha fine la riunione estiva, splendidamente riuscita per l'ottima preparazione e direzione e per la cooperazione volenterosa ed efficace delle aziende visitate e per il tradizionale affratellamento dei soci, che lascia in chi prenda parte la prima volta ad una delle riunioni il profondo desiderio di non mancare alle successive.
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© 2005 -Tiberio Bardi -Tutti i diritti riservati - Ultimo aggiornamento 30/11/2005 |