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                         Miniera delle Zolfiere e Pereta

Cenni Geologici - Questo giacimento si trova alla distanza di circa tre chilometri ad est del paese di Pereta, nei monti di Scansano. Nei dintorni di esso dominano le rocce sedimentarie eoceniche, costituite in parte da arenarie, in parte da calcari e scisti argillosi. Il giacimento è racchiuso per intero in questa formazione calcareo-argillosa e sembra prolungarsi a sud anche fra le rocce del Miocene in prossimità delle arenarie ed è scoperto e continuo per la lunghezza di oltre 300 metri. La sua direzione è da nord a sud ed il suo spessore varia da cinque a quindici metri. Esso è costituito da una massa di quarzo bianco brecciforme o concrezionato in cui sta racchiuso il minerale d'antimonio, in geodi o in vene nelle fratture della roccia. Spesso forma in essa delle tasche di grandezza variabile.   E' fondamentale registrare che la mineralizzazione ad antimonite è riscontrabile presso il contatto fra il calcare cavernoso e la formazione alloctona più o meno impermeabile, di solito prevalentemente argillosa. Il calcare cavernoso, che deriva dalle evaporiti Triassiche per brecciazione ed asportazione della parte solfatica, ospita per uno spessore fino a parecchi metri la mineralizzazione di cui sopra, mentre la stessa può sfumare per qualche decimetro anche nella formazione soprastante. Il minerale è più o meno fresco laddove la coltre soprastante è praticamente impermeabile, mentre è profondamente alterato in caso contrario; è comunque documentata l'importanza delle acque riducenti, filtrate dalla profondità, per preservare il minerale dall'ossidazione.     Sono frequenti i fenomeni di silicizzazione che hanno sostituito notevoli volumi di roccia calcarea e fenomeni di scarsa silicizzazione che hanno comportato l'alterazione del calcare fino a disfacimento (cenerone): in ambedue gli ambienti l'antimonite è reperibile in aghi ed intrecci di aghi; è molto frequente inoltre la valentinite, evidentemente secondaria, che incrosta molto spesso i minerali.  Va ricordato, come constatazione di estrema importanza per comprendere la genesi delle mineralizzazioni, che nella zona sono presenti e frequenti delle sorgenti bicarbonatiche-solfatico-alcalino-terrose, spesso termali, collegate con banchi di travertino. Insieme all'antimonite, nella zona sono presenti solfo, cinabro e marcasite come minerali primari; come minerali di ganga sono presenti il quarzo, calcite, barite e fluorite.

Cenni Storici -  Il giacimento delle "Zolfiere" vanta un'illustre passato di sfruttamento minerario, quantunque l'attività estrattiva, per i motivi più svariati, sia sempre stata frammentaria e saltuaria. Secondo quanto scrive Lilio Niccolai, i giacimenti di zolfo ed antimonio delle Zolfiere risultano coltivati fin dall'epoca degli etruschi, e cioè intorno al V sec.a.c.  E' comunque accertato un intervento Romano in questo senso, nel corso della guerra contro Pirro (vittoria romana sui Volcenti), indi in epoca Augustea; i lavori furono successivamente ripresi ai tempi delle contee ( Contea Aldobrandesca, 1274; Contea Sforzesca, 1450), continuati dai granduchi di Lorena (1753) proseguiti intensivamente e razionalizzati in epoca Napoleonica (1816), perfezionati dal granduca Leopoldo 2° (1824) e conclusi nel 1942 dal punto di vista dello sfruttamento in galleria.  Il decesso di un numero abbastanza considerevole di operai ( chi riporta 6 vittime e altri addirittura 44 in sei mesi) dovuto alle esalazioni venefiche di gas indusse allo scoperchiamento dall'esterno di una parte del giacimento. Le ricerche furono riprese successivamente nel 1965 ed infine interrotte definitivamente nel 1971, allorchè anche la vicina miniera di Cerreto Piano che distava circa tre chilometri in linea d'aria dalle Zolfiere, cessò a sua volta l'attività.

Nel corso dei secoli passati, lo sfruttamento era per lo più condotto con la tecnica dei 'grandi vuoti' a livelli variabili da 20 a 100 metri di profondità. Se esistesse una rappresentazione completa dello spaccato del giacimento, lo stesso sarebbe qua e la caratterizzato da un intrico a vari livelli di gallerie, pozzi e caverne. Anche all'esterno è tuttora possibile documentare che il dolce pendio collinare è in più punti interrotto da avvallamenti del terreno che testimoniano il crollo degli strati superficiali che sono andati a colmare le cavità delle caverne scavate ai livelli più alti.  E' da condursi alla passata insalubrità della zona (attività addirittura preclusa da luglio a ottobre) ed ai ripetuti incidenti in galleria (per lo più da ascrivere al ristagno dei due gas più pesanti dell'aria, l'anidride carbonica e l'anidride solforosa), la constatazione di un pesante condizionamento dell'attività estrattiva, sulla cui resa non sono mai stati forniti dati certi.

Citiamo tuttavia alcuni dati che riguardano una sezione di questo giacimento...... cavità tappezzata da cristalli di 2 quintali......la stibina forma, nella massa quarzosa, delle vasche più o meno considerevoli.......alcune, piccolissime, non meritano di essere vuotate, da altre si estraggono fino a 2-4 quintali di minerale.......    L'Ingegnere Giuseppe Ciampoli, già direttore della miniera di Cerreto Piano, in merito, scrisse:  .....non ci sentiamo di convalidare l'asserzione che riguarda i cristalli da 2 quintali, se non interpretandola come associazione di cristalli. Nel 1939, tuttavia, fu scoperta una geode completamente tappezzata da cristalli, bellissimi, in massima parte lunghi una trentina di centimetri e dello spessore di tre centimetri ed oltre, nella quale prendevano comodamente posto quattro persone: geode che tutti coloro che a quell'epoca partecipavano al lavoro ricordano benissimo.  L'ing. Ciampoli, nella sua relazione affermava inoltre,  "..i lavori compiuti in diverse epoche su questo giacimento hanno appena intaccato la sua integrità.....per cui ci auguriamo che la zona susciti l'interesse di qualche grande azienda mineraria che, con mezzi idonei, completi una ricerca che si presenta quanto mai promettente e interessante. "


                                               Minerali Rinvenuti


HALOTRICHITE - E' un solfato idrato di ferro ed alluminio. E' presente in incrostazioni bianche su antimonite oppure è osservabile in soffici ciuffetti di cristalli setosi dalle dimensioni variabili tra 0,2 a 10 mm. E' solubile in acqua ed all'aria si disidrata.  
ANTIMONITE - E' il minerale che veniva sfruttato nei lavori minerari. Nel secolo scorso furono rinvenuti campioni con cristalli dalle dimensioni eccezionali, fino a 70 cm. Attualmente possono essere rinvenuti bei esemplari di cristalli lucidi all'interno delle geodi dei blocchi di verrucano silicizzato. Generalmente i cristalli hanno dimensioni da alcuni millimetri fino a 4-5 cm.; i cristalli maggiori possono essere irregolarmente terminati e talora parzialmente cavi.  
BARITE - questo solfato di bario si osserva raramente in piccoli cristalli tabulari di abito rombico, bianchi e talora ricoperte da una patina di alterazione rossastra per ossidazione di idrossidi di antimonio.  
CERVANTITE - E' un ossido di antimonio che è stato trovato soprattutto nella zona superiore del giacimento. Si sono osservate patine o incrostazioni anche di alcuni mm. di spessore, di colore giallo vivo o bruno su cristalli di antimonite oppure nelle matrici ossidanti.  
COQUIMBITE - La Coquimbite è un minerale identificato soltanto nel 1994. Si osserva in cristalli globulari biancastri o madreperlacei, abbastanza brillanti in paragenesi con antimonite, solfo e molto raramente con Coquandite e Gearksutite.  
CINABRO - Nelle Zolfiere sono stati molto scarsi i ritrovamenti di questo minerale e di solito zona delle lavorazioni più superficiale e nei filoni nord. Si rinveniva in ammassi di colore rosso mattone compatti e granulari.  
FLUELLITE - Raro fosfato basico idrato di alluminio, cristallizza nel sistema rombico, classe bipiramidale sotto forma di minuscoli cristalli bianco lucenti, giallognoli o più raramente incolori. L'aspetto della fluellite a Pereta è quello classico di una polvere bianca microcristallina.  
FLUORITE - E' un minerale non troppo frequente, anche se all'interno di alcuni particolari blocchi è abbondantissima. Si  presenta in cristalli cubici, talora ottaedrici, oppure complessi con il cubo dominante. Di solito si osservano incolori brillanti, opachi dalle dimensioni anche di 2 cm. di spigolo associata a quarzo, gesso ed antimonite. Eccezionalmente è stata rinvenuta in cristalli di color verde.  
GESSO - Nei blocchi di quarzite si rinvengono cristalli di 0,5-1 cm., di colore variabile per inclusioni di antimonio.  
GEARKSUTITE - Questo minerale è stato determinato soltanto nel 1994, si tratta di cristalli globulari di colore bianco opaco abbastanza piccoli, di solito formanti straterelli sulle facce dei cristalli di antimonite oppure come concrezioni biancastre in associazione a gesso e fluorite.  
GOETHITE - E' questo un idrossido di ferro piuttosto raro a Pereta. Si presenta in piccole concrezioni globulari iridescenti dalle dimensioni di alcuni millimetri in paragenesi con quarzo, metastibnite e valentinite.  
METASTIBNITE - E' un ossisolfuro di antimonio abbastanza raro in natura. si presenta in incrostazioni di colore rosso vivo in paragenesi con antimonite, quarzo, valentinite e solfo.  
KLEBELSBERGITE - Questo solfato basico di antimonio è uno tra i minerali più belli che si possono rinvenire nella miniera delle Zolfiere di Pereta, ed assieme alla Peretaite è certamente il minerale più ricercato. Si rinviene in cristalli prismatici appiattiti ed allungati, striati verticalmente, trasparenti e dal colore da assente al giallo o più raramente al rosso. Le dimensioni dei cristalli possono variare da alcuni decimi di millimetri fino ad oltre un centimetro.  
MARCASITE - Questo solfuro di ferro era abbastanza frequente in alcune zone delle vecchie gallerie nord della miniera. Oggi è rinvenibile in cristallini microscopici di alcuni millimetri o in aggregati mammellonari dalle dimensioni massime di 5 mm.  
MINYULITE - E' un raro fosfato basico idrato di potassio ed alluminio; cristallizza nel sistema rombico, classe bipiramidale in formazioni biancastre a struttura fibroso raggiata. E' stata rinvenuta in aggregati cristallini di alcuni millimetri di grandezza riuniti a formare delle masserelle globulari che al massimo possono raggiungere i 10 mm. di colore verde mela.  
PERETAITE - Questo interessante minerale è un solfato idrato di calcio ed antimonio, è un minerale determinato soltanto nel 1980 anche se era stato osservato fin dai primi lavori in età recente della miniera. E' stato studiato presso l'Università di Firene. Il minerale si può rinvenire in aggregati sferici di circa 4-5 mm. composti da un insieme di cristalli lamellari sottilissimi disposti a rosetta. Si osserva inoltre in cristalli prismatici isolati o in plurime associazioni, da lamellari sottili fino ad individui piuttosto spessi per geminazione parallela. Le facce sono lisce e la terminazione può essere "appuntita" oppure troncata; negli individui più spessi sono evidenti numerose faccette di solito incolori e trasparenti. In alcuni casi sono osservabili cristalli di colore rossastro per inclusioni derivate da idrossidi di antimonio. Si rinvengono cristalli dalle dimensioni mediamente intorno ai 3-5mm. e solo eccezionalmente raggiungono e superano il centimetro.  
PIRITE - Questo solfuro di ferro è poco comune in cristalli significativi. Si rinviene frequentemente in nuclei o masserelle incluse nei blocchi mineralizzati quarzosi oppure in cristalli cubici di 3-5 mm. di spigolo.  
QUARZO - E' il minerale forse più comune ed abbondante rinvenibile in tutta l'area. E' reperibile in cristalli ben formati dalle dimensioni anche maggiori di 5 cm., di solito lattei e talvolta presentano una colorazione rosata per inclusioni di valentinite rossa.  
SENARMONTITE - E' la fase cubica dell'ossido di antimonio ed è alquanto poco comune e di difficile individuazione, date le piccole dimensioni e la trasparenza dei suoi cristalli. Si osserva in cristalli ottaedrici spesso concresciuti in associazioni parallele, da incolore a bruno chiaro fino al rosso sangue con lucentezza adamantina. Si trova preferibilmente impiantata su antimonite o frammista alle incrostazioni bianche terrose di valentinite nei blocchi ricchi di quarzo. Le dimensioni dei cristalli mediamente possono essere di 1-2 mm. e solo eccezionalmente possono arrivare fino ai 10 mm.  
SOLFO - E' l'unico elemento nativo presente nell'area. Era molto comune, spesso ben cristallizzato in individui di notevole effetto estetico e dalle dimensioni anche di 1-2 centimetri. I migliori campioni si sono rinvenuti negli strati alloctoni soprastanti il cavernoso oppure ad incrostare il 'macigno'. E' tuttavia ancora abbondante in piccoli e limpidi cristalli anche sull'antimonite, sul quarzo e sebbene più raramente, anche sulla valentinite rosa.  
VALENTINITE - E' abbondante in incrostazioni e pseudomorfosi rossastre (raramente bianche) su antimonite e quarzo. Molto belli e caratteristici di questo giacimento sono i grossi cristalli di antimonite completamente ricoperti da valentinite rossa. In cristalli si presenta in forma tabulare con numerose e complesse facce ai bordi, alcune lisce ed altre striate, oppure in aggregati di cristalli compenetrati di forma allungata, con facce curve e terminazioni appuntite, di colore bianco giallastro con lucentezza adamantina, perlacea sulla frattura.  
MOPUNGITE - E' un altro dei rari minerali di Pereta, appare in cristallini microscopici trasparenti o giallastri impiantati sull'antimonite.  
REALGAR - Non frequente ma ne sono stati rinvenuti campioni con cristalli aciculari di colore rosso/arancio in geodi del calcare cavernoso silicizzato.  
ROMERITE - E' un solfato, facilmente alterato dall'aria, al pari della voltaite.  
STIBICONITE - Riveste i cristalli di antimonite, a volte sostituisce completamente l'antimonite mantenendone la forma.  
TRIPUHYTE - Si presenta in cristalli di aspetto micaceo di 1 mm., raggruppati a ventaglio.  
ARAGONITE - Poco frequente, si presenta in cristalli aciculari.  
CALCITE - In rari cristalli scalenoedrici di 0,2 -0,5 cm.  
PICKERINGITE - Rinvenuta non frequentemente, in cristalli aciculari di 1-2 mm. su antimonite.  
VOLTAITE - Raro solfato, si altera all'aria riducendosi in polvere.  
JAROSITE - Rinvenuta raramente in microscopici cristallini col. bruno.  

                                                                                                                                                 


 © 2005 -Tiberio Bardi -Tutti i diritti riservati  - Ultimo aggiornamento  30/11/2005