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                                                                                              Miniere della Senna

        

 

 

        

Cenni Geologici-  La miniera di Casa di Paolo si trova presso la confluenza dei torrenti Senna Viva e Senna Morta, alla quota di metri 535 slm. a circa 3 km. da Piancastagnaio. Oggetto delle ricerche e delle coltivazioni sono stati i contatti delle masse serpentinose con i calcari alterati in cui il cinabro si presentava sotto forma di venette compatte. Una prima coltivazione fu eseguita a cielo aperto proprio nei pressi del podere Casa di Paolo. Essendo legata ad un più ampio ambito di ricerche che comprende tutta la vallata della Senna ne accenneremo le caratteristiche generali. La valle della Senna Viva è formata da alternanze di scisti argillosi e calcari arenacei eocenici molto sconvolti. Lungo l'alveo emergono dicchi di brecce oficalciche molto alterate e intrise di calcare concrezionato con grani di quarzo e cristalli di calcite e, talvolta, vene capillari di cinabro, a contatto delle serpentine. Siccome nella miniera di Casa di Paolo le oficalci vennero rinvenute cinabrifere, le ricerche della Senna vennero così eseguite sugli indizi delle masse serpentinose affioranti. Una serie di galerie di ricerca vennero escavate per esplorare la parte inferiore dei dicchi oficalcici affioranti e furono rinvenute lenti o tracce cinabrifere. Tracce cinabrifere furono trovate anche nei banchi di calcare alberese. Sostanzialmente le ricerche della Senna ebbero il compito di verificare la continuazione della mineralizzazione della miniera di Casa di Paolo, ma tutto sommato non trovarono altro che indizzi cinabriferi disseminati e non un giacimento vero e proprio.

Cenni Storici-  In quest'area sembra che il primo cinabro fosse stato ritrovato nel 1846 da Felice Buonaventura, imprenditore che aveva già iniziato l'attività estrattiva come amministratore per la Società Industriale Stabilimento Mineralogico Modigliani nella miniera del Siele. L'anno successivo la Modigliani con Lamprotti e Grower & Soria iniziò i lavori per realizzare un grande cantiere a cielo aperto presso il podere Casa di Paolo. Vista la buona quantità del minerale estratto si costruì un forno a storte dove in poco tempo vennero prodotte circa 100 bombole di mercurio. Dalle descrizioni fatte dall'ing. Caillaux pare che il tenore del minerale fosse dello 0,98% e quindi abbastanza basso. Per questo motivo si cercò di spingere le ricerche anche in sotterraneo scavando un pozzo (denominato del Laghetto) e alcune gallerie. Ma, non trovando il filone "buono", i lavori vennero sospesi nel 1855.  A partire dal 1874 una serie di società e di imprenditori tra cui la ditta Audoy, il conte di Madrid e la società francese Miniere del Senna (di Lefèvre, Magneit e Auber) cercarono nella valle della Senna un giacimento di cinabro che permettesse una buona produzione di mercurio; ma non riuscendovi abbandonarono le ricerche nel 1880.  Il più convinto assertore dell'esistenza di un grande giacimento in quest'area fu l'ingegnere Jasinsky che, dopo aver fondato la Paradisi Co. ltd, proseguì le ricerche con fondi propri, ma le mineralizzazioni incontrate, nonostante una favorevole relazione del Prof. Buisson ex tecnico della Monte Amiata, furono così povere che i lavori vennero abbandonati.  Nel 1916-17 ci riprovò la Banca Italiana di Sconto in seguito ad un rapporto incoraggiante dell'ing. Capacci, ma anche questa volta non andarono avanti.

Le ricerche furono riprese di nuovo nel 1926 da una nuova società, la Etrusco Mineraria Hydrargirium, che fece costruire nuovi pozzi e gallerie incontrando una fascia cinabrifera con il pozzo Sant'Andrea. Questa società convinta di aver trovato l'agognato ciacimento fece molti investimenti avventati, costruì un palazzetto a Piancastagnaio come sede della direzione, ma poco dopo fallì ed i lavori nel 1930 furono abbandonati.                      Fra il 1957 e il 1959 un'altra società riprese gli studi geologici e le prospezioni e fra il 1969 e il 1971, anche la società Stabilimento Minerario del Siele condusse una campagna di ricerche con scavi a cielo aperto ed una galleria, ma ancora una volta non si trovò niente di concreto e quando sopraggiunse la crisi mondiale del mercurio i lavori vennero sospesi definitivamente lasciando gli addetti ai lavori nel dubbio sull'esistenza o meno del giacimento della valle della Senna.


                                                        Minerali Rinvenuti


                                                                                                      


 © 2005 -Tiberio Bardi -Tutti i diritti riservati  - Ultimo aggiornamento  30/11/2005