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                                             Miniera Cerro del Tasca - Ricerca della Cipriana

        

 

 

        

Cenni Geologici-  Fondandosi sull'ipotesi della continuazione della mineralizzazione della miniera di Abbadia San Salvatore e degli indizi cinabriferi delle più vicine ricerche della zona delle Decine, la Società Mercur, acquistò i diritti di sottosuolo in località Cipriana con estensione fino alle aree dei Pozzaroni e Sant'Antonio. Basandosi sull'osservazione diretta della formazione di fioriture di cinabro direttamente in superficie sulle rocce vulcaniche, iniziarono le lavorazioni di ricerca per vari scopi: primo, il riconoscimento del giacimento di contatto già individuato nella miniera di Abbadia San Salvatore; secondo, l'esplorazione delle vulcaniti per verificare la consistenza delle fioriture cinabrifere, rese possibili dalla risalita dei fluidi mineralizzanti che chiaramente in quel luogo non si trovarono intrappolati dalla copertura argillosa non presente per elisione tettonica; terzo, l'esplorazione dei contatti eocenici sotto la coltre vulcanica. Furono iniziate ricerche ed escavati pozzi. La galleria della Cocca fu, in funzione dei risultati, la più importante; si riconobbe la mineralizzazione con vari tenori su una potenza di 83 metri. Il peperino risultava alterato e disseminato di spalmature cinabrifere. La scoperta fatta con la galleria Cocca costituì la conferma della continuazione della frattura principale che ha originato la miniera di Abbadia San Salvatore e della sicura presenza di giacimenti cinabriferi in profondità.  E' utile però ricordare che, nei peperini veri, giacimenti utilmente coltivabili non esistevano, proprio per il fatto che non si tratta di vera mineralizzazione di impregnazione, ma di semplici spalmature o fioriture.

Cenni Storici-  Nel 1911 il conte Federico De La Roseè di Monaco di Baviera aveva fondato a Berlino una società anonima, La Geerkschaft Mercur, per lo sfruttamento dei sottosuoli del Monte Amiata con capitale di tre milioni di marchi. Il conte venne ad Abbadia San Salvatore ed acquistò dall'allora sindaco Angelo Baiocchi i diritti di sottosuolo nei poderi San Lorenzo, Case Nuove, Cerro del Tasca, Pozzaroni e Sant'Antonio, nonchè tutto il sottosuolo dei terreni di proprietà della società Macchia Faggeta.  I terreni in questione confinavano con quelli della Società Monte Amiata, proprietaria della miniera di mercurio di Abbadia San Salvatore. Corrado Pfister e Alfredo Troghel, direttori amministrativi di quest'ultima, preoccupati per la vicinanza di un possibile concorrente, acquistarono una parte di quote societarie della Macchia Faggeta. Forti del principio giuridico secondo cui la proprietà della superficie comprendeva anche quella del sottosuolo, iniziarono una causa per chiedere l'annullamento del contratto tra la società Macchia Faggeta e il conte De La Roseè.  Dopo l'intervento della Banca Commerciale la società Monte Amiata rinunciò alla causa iniziata ed in cambio la società tedesca si impegnò a vendere alla prima, a prezzo di mercato, tutta la produzione di mercurio ottenuto per un periodo di 29 anni.  Con Ugo Crida, che dopo la chiusura della miniera di Cortevecchia era passato alla direzione di Cerro del Tasca-Cipriana, venne aperta una galleria in località Cerro del Tasca ed un pozzo in località Sant'Antonio.  Allo scoppio della prima guerra mondiale tutto il personale tedesco partì, i lavori furono abbandonati e il Governo Italiano incamerò tutto come preda di guerra. Alla fine della guerra i beni della miniera furono donati dal governo alla Società dei Combattenti la quale in seguito ricedette tutto alla Monte Amiata.


                                           Minerali Rinvenuti


                                                                                             


 © 2005 -Tiberio Bardi -Tutti i diritti riservati  - Ultimo aggiornamento  30/11/2005