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                                                                     Miniera di Catabbio-Fontanelle

         

 

    

        

Cenni Geologici-  L'area della miniera d Catabbio fa parte della mineralizzazione cinabrifera primaria di origine idrotermale nelle formazioni rocciose ligurdi, con successiva rielaborazione in ambiente esogeno e formazione della mineralizzazione residuale nella coltre argillosa.

Cenni Storici-  Nel 1887 Vittorio Emanuele Rimbotti, il quale nello stesso periodo incominciava ad interessarsi al giacimento di Abbadia San Salvatore, incominciò a fare delle ricerche sulla sinistra della strada di San Martino sul Fiora che conduce al paese di Catabbio. Non trovando minerale sufficiente sospese i lavori per riprenderli nel 1911, quando incontrò alcune mineralizzazioni di cinabro, ma insufficienti per impiantare un'attività economicamente valida. In quest'area le ricerche si fermarono per diversi anni fino al 1960 quando la Società Mineraria Rimbotti, all'epoca prestanome della Montecatini, decise di riprendere i lavori. Una parte del permesso di ricerca Catabbio e San Martino e parte dei permessi Selvignana e Fosso della Fuliggine furono trasformati in concessione con Decreto Ministeriale del 30 giugno 1965, per permettere la coltivazione a cielo aperto di una vasta area localizzata a circa 400 metri ad est del centro abitato di Catabbio. Contemporaneamente ai lavori minerari si intraprese la costruzione di un impianto metallurgico comprendente un  forno Gould da 25 tonnellate/giorno ed un piccolo impianto di arricchimento gravimetrico capace di arricchire di quattro o cinque volte il tenore di partenza del minerale che non superava quasi mai il 3%. Il bassissimo tenore di minerale e il tipo di coltivazione a cielo aperto, che non permetteva di lavorare durante l'inverno, indebolirono finanziariamente l'impresa, che nell'estate del 1966 sospese tutti i lavori di scavo. La produzione complessiva negli anni di esercizio della miniera non oltrepassò il migliaio di bombole. Nel 1968 la miniera di Catabbio passò alla Società Mercurifera Italiana (SMI), appartenente al gruppo Montecatini-Edison e già responsabile della gestione delle miniere di mercurio delle Bagnore e Monte Labbro 1.  Per accertare la supposta esistenza del giacimento, la nuova concessionaria riprese l'esplorazione in sotterraneo, sistemò alcuni pozzi e mise in opera la sistemazione definitiva degli impianti di estrazione all'esterno. La ripresa dei lavori non ebbe esiti incoraggianti tanto che già nel 1969 la società si pose il quesito se valesse la pena o no di continuare le ricerche. Infine il 24 gennaio del 1970 i lavori furono abbandonati e si decise di rinunciare alla concessione.


                                 Minerali Rinvenuti


                                                                                           


 © 2005 -Tiberio Bardi -Tutti i diritti riservati  - Ultimo aggiornamento  30/11/2005