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                                                              Miniera di Bagnore e Monte Labbro

Cenni Geologici - Il giacimento è molto simile a quello della miniera del Cornacchino. La mineralizzazione interessa i terreni del Lias superiore che poggiano sugli scisti policromi del Cretaceo. Generalmente i calcari sono mineralizzati a basso tenore ma in prossimità delle ftaniti si ritrovano cavità e cunicoli più o meno grandi riempiti di argilla cinabrifera. La zona è interessata da una faglia nettamente marcata. La mineralizzazione, che è da ritenersi legata a questa tettonica, in alcuni casi è arrivata in superficie ma con tenori abbastanza poveri. Sull'area esistevano due concessioni minerarie, una della Società Monte Amiata, un'altra della Società S.M.I., mentre il fosso delle Zolfatare fungeva da confine.

Cenni Storici - La miniera è localizzata alle pendici del Monte Labbro, conosciuto come la Montagna del Profeta di Arcidosso, Davide Lazzaretti e sede della Comunità Religiosa dei Giurisdavici, mentre l'impianto metallurgico era situato nella vicina Bagnore sulla strada Santa Fiora-Arcidosso. Dopo aver individuato, sul versante sud del Monte Labbro e a Bagnore la presenza di tracce di cinabro, e dopo ripetuti saggi superficiali che ne confermarono la presenza, nel 1918 Piero Monaci costituì a Roma la Società Mercurifera Italiana (SMI) con lo scopo di mettere in valore i giacimenti presunti. I lavori iniziarono subito; vennero costruite lunghe gallerie di ribasso per seguire la mineralizzazione in profondità e si dette avvio alla coltivazione di alcuni giacimenti di cinabro con risultati talmente promettenti da indurre la società a costruire, nel 1923, un impianto metallurgico per la produzione di mercurio nella vicina Bagnore. Per la scarsità dei mezzi finanziari della società, per il basso tenore del minerale e per i problemi dovuti alle emanazioni gassose e alle immissioni d'acqua, le miniere di Bagnore e Monte Labbro ebbero sempre vita difficile e brevi periodi di produzione; ciò tuttavia non impedì che negli anni trenta del XX secolo gli addetti complessivi oltrepassassero le 300 unità, tra minatori e operai (di cui 235 nella miniera Monte Labbro, 25 in quella di Bagnore e 60 operai nell'impianto metallurgico). La crisi mondiale degli anni trenta diede un brutto colpo alla società che si trovò costretta nel 1932 a sospendere i lavori e a fallire nel 1934.

Nel 1939 Piero Monaci, fondatore della Nuova SMI, riprese le ricerche sulla sinistra del fosso degli Ontani dove fu eseguita una trivellazione che raggiunse la profondità di 25 metri. A nord di questo foro fu aperta una discenderia allo scopo di studiare la zona, ma dopo 66 metri si incontrò un rilevante afflusso d'acqua calda e acido carbonico che ne impedì un ulteriore avanzamento. Nel 1955, fu iniziato una serie di studi geologici integrati da sondaggi meccanici che diedero risultati positivi. Tale esito era scontato dal momento che le precedenti difficoltà della miniera erano dovute a motivi strettamente economici e finanziari e non all'esaurimento del giacimento.  I lavori minerari veri e propri vennero ripresi nel 1959, seguiti dalla costruzione di un impianto metallurgico che entrò in funzione nel 1963. La miniera sviluppò regolarmente la sua attività attraverso vari passaggi di proprietà, dalla Sicedison alla Montedison, da questa alla Solmine dell' EGAM.  Cambiarono i nomi delle società, ma non cambiò ne il tenore del minerale, sceso al di sotto del 0,2%, ne la grandezza dei giacimenti veramente limitati. Nel 1975 la Solmine pose in cassa integrazione i dipendenti di Bagnore e rinunciò alla concessione di Monte Labbro I°, in attesa di trasferire tutta la sua attività alla Società Mineraria Monte Amiata.

Lo stabilimento minerario di Monte Labbro II° -  Nel 1919 la società Monte Amiata, che si era assicurata con la S.M.I. i diritti del sottosuolo nella zona di Monte Labbro, dava in concessione alla stessa S.M.I. ( per la ricerca, l'estrazione e la produzione di mercurio) tutti i sottosuoli di sua pertinenza per la durata di quindici anni. Tale concessione doveva perdurare fino al 31 marzo 1934 con facoltà di proroga. Nel 1936 la Monte Amiata si riprese la concessione mineraria denominata "Monte Labbro II°". Nel 1955 fu ripreso l'attività mineraria nella galleria di Ribasso Asteia e la proseguì nei successivi anni "60.  Il minerale veniva trasportato con autocarri allo stabilimento metallurgico di Abbadia San Salvatore.

           

 

       


                                                                                        Minerali Rinvenuti


                                                                                                                                           


 © 2005 -Tiberio Bardi -Tutti i diritti riservati  - Ultimo aggiornamento  30/11/2005