Miniera di Pietrineri o Bagni
San Filippo
Cenni Geologici- Questa
miniera, situata nel comune di Castiglion d'Orcia poco a monte del centro
abitato di Bagni San Filippo, vide le prime lavorazioni agli inizi del
novecento. I lavori furono iniziati sugli indizi di una grande frattura
esistente tra i calcari del Lias (Poggio Zoccolino) e dei terreni eocenici a
sud-ovest, nonche in un sistema di putizze. Essendo presente un forte disturbo
tettonico, caratteristica sempre essenziale per la risalita della corrente
mineralizzatrice, i lavori di ricerca vennero orientati a questa esplorazione.
Partendo dai terreni eocenici si andarono ad indagare i calcari liasici
trovandoli decomposti e mineralizzati. I lavori in galleria sono comunque sempre
risultati difficoltosi per la presenza di diffuse e sostanziose emanazioni
gassose, solfidriche e carbonatiche. Il minerale è sempre risultato associato a
gesso, pirite e celestina.
Cenni Storici- Nel 1902 la
Società Miniere Cinabrifere, con sede prima a Genova e poi a Milano,
incominciò i lavori di ricerca che furono ostacolati da forti emanazioni gassose
e fuoriuscite d'acqua. Con i primi lavori, si cercò di esplorare il materiale di
riempimento della grande frattura nord/nord-est. Per realizzare tali ricerche
vennero scavate alcune gallerie (Carcassi, Baghine, Centurini, Krautinger e
Casanova), ma solo una, la Casanuova, diede un buon risultato fornendo un
minerale con un tenore medio di mercurio dello 0,5%. A causa della natura del
terreno e della presenza delle emanazioni solfidriche, fu necessario realizzare
numerosi pozzetti d'aria, ventilazioni artificiali e solide gallerie che,
seguendo l'esempio della miniera di Abbadia San Salvatore, furono realizzate a
sezione ellittica e rivestite in muratura con conci in travertino. Dal mese di
giugno a settembre del 1915 i forni, a causa della prima guerra mondiale,
rimasero fermi. Ripresero a lavorare alla fine della guerra ma con una
produzione così limitata che nel 1919 la proprietà decise di abbandonare la
miniera.
Nel 1922 la Società Monte Amiata la
acquistò e nel 1927 riprese alcuni lavori di ricerca che poi abbandonò nel 1932.
Altre ricerche furono effettuate tra il 1939 e il 1943 ma dettero scarsi
risultati. In particolare nel 1939/40 venne riaperta la galleria di ribasso Pian
dei Renai e nel 1941 nel fosso Rigale fu incominciata l'escavazione della
galleria Catarcione. Entrambe le gallerie furono presto abbandonate e dopo la
guerra la miniera rimase inattiva. I lavori
vennero di nuovo ripresi nel 1954 e nel 1955 per eseguire dei sondaggi alcuni
dei quali diedero buoni risultati. Ma bisognerà aspettare il 1966 quando, a
causa di pressioni locali, ed in seguito ad una campagna di altri sondaggi
favorevoli, la Monte Amiata iniziò la perforazione i un pozzo, il San Luigi, per
raggiungere un filone già individuato nelle ricerche degli anni "50. Con il
completamento del pozzo e con la messa a punto degli impianti di estrazione,
eduzione e ventilazione, nel 1968 si potè iniziare la fase di esplorazione.
Vennero realizzate nuove gallerie per complessivi 361 metri, ma, al contrario
delle previsioni, i terreni attraversati contenevano un minerale con un tenore
piuttosto basso (0,2-0,3%). Nonostante ciò si decise di procedere nelle
coltivazioni che in poco tempo produssero una ragguardevole quantità di minerale
che venne portato per il trattamento all'impianto metallurgico di Abbadia San
Salvatore. Anche questa miniera nel 1974 passò alla Società Mercurifera Monte
Amiata (SMMA) che aveva assorbito anche altre miniere del bacino mercurifero del
Monte Amiata. Per questa miniera, come per quella di Abbadia e del Morone,
il cambio di proprietà non influì molto sulla gestione; i lavori di coltivazione
proseguirono in modo sempre più saltuario sino a quando, nel settembre del 1977,
venne definitivamente abbandonata.

| CINABRO - In matrice calcistica si
presenta sotto forma di patine rosso-scuro o, più raramente, in
concrezioni globulari con bella colorazione rosso-vermiglio, simili a 'fragole'.
In matrice di celestina il minerale è invece quasi sempre
microcristallino. Su questa matrice sono stati individuati alcuni
cristalli (0,5 mm.) che presentano un interessante abito lamellare,
abbastanza inconsueto. |
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| MARCASITE - Molto comune sotto forma di
croste compatte, esternamente brune perchè ossidate ma internamente di
colore giallo chiaro con viva lucentezza metallica. I cristalli sono
meno frequenti e possono presentare abito prismatico-rombico allungato o
tabulare, spesso con varie geminazioni; questi individui hanno
dimensioni comprese tra 1 e 10 mm., di colore giallo metallico, molto
spesso brunastro o bruno verdastro in superficie. Risulta frequentemente
associata al cinabro, sia in matrice calcitica che celestinica. |
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| ORPIMENTO - Si presenta sotto forma sia
di patine ed esili incrostazioni terrose di colore giallo chiaro, sia in
piccole formazioni microcristalline, talvolta sferoidali (costituite da
piccoli individui prismatico-aciculari ) di colore giallo-oro o verde
oliva, con lucentezza adamantina. La matrice è quasi sempre celestinica. |
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| PIRITE - E' molto più rara della
marcasite ed è presente in millimetrici cristalli cubici di colore
giallo chiaro caratteristico, in matrice calcitica. |
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| REALGAR - Masserelle o rari
microcristalli di colore rosso vivo e lucentezza adamantina. E' presente
in matrice celestinica e risulta sempre associato ad orpimento. |
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| LIMONITE - Deriva da ossidazione della
marcasite ed è presente abbondantemente in tutte le zone sotto forma di
patine terrose giallo brunastre. |
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| QUARZO - Piccoli cristalli biterminati (
2-5 mm. ) di colore grigio scuro ( var. Affumicato ), all'interno del
gesso saccaroide. |
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| CALCITE - E' presente sia in cristalli scalenoedrici ( con dimensioni generalmente inferiori al centimetro)
incolori o bianchi, sia in formazioni fibroso-raggiate di colore bianco
candido. |
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| CELESTINA - I cristalli presentano forma
di prisma rombico e spesso possiedono abito spiccatamente tabulare. Le
loro dimensioni possono essere superiori 30 mm. mentre la
colorazione in genere è biancastra o bianco grigia, anche se non mancano
individui perfettamente incolori. |
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| GESSO - E' molto abbondante sotto forma
di masse saccaroidi o selenitiche, quasi sempre grigiastre per
inclusioni argillose. Più rari i cristalli idiomorfi pinnacoidali o con
abito prismatico allungato, talvolta riuniti in ciuffetti raggiati. Le
loro dimensioni non superano i 10 mm. |
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| Sono stati inoltre segnalati: Vivianite - Antimonite
- Baritina. |

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