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                                                 Miniera di Caporciano  (Montecatini Val di Cecina)

         

 

         

Cenni Storici - In località Caporciano, circa 1 km. a occidente di Montecatini Val di Cecina, si trovano gli impianti abbandonati di quella che è stata, in senso classico, la più importante miniera della Val di Cecina, tra le più antiche e note d' Italia. La storia di questa miniera si perde nella notte dei tempi, certamente prima gli etruschi e poi i romani lavorarono in gallerie poco profonde il giacimento estraendo molto rame metallico.  Il lavoro nelle gallerie della miniera andò avanti per secoli fin ai tempi della Repubblica di Firenze, proseguendo sotto il dominio dei Medici, quando nel 1472, la miniera fu assegnata all' arte della Lana di Firenze, rimanendo attiva, con alterne vicende, fino al 1630.  Fu riaperta nel 1827, e produsse, di li alla fine del secolo circa 30.000 tonnellate di rame puro, fino all' esaurimento, probabilmente completo, delle varie mineralizzazioni.

Della miniera di rame in Val di Cecina, Repetti, fornisce un'accurata descrizione nel suo Dizionario: ...All'incontro nel fianco occidentale del poggio alle Croci, o del monte di Caporciano, corre un potente filone ofiolitico racchiuso fra le rocce calcaree.  E' fra queste rocce che si aprirono le antiche e le moderne miniere di rame solforato, le più note, e forse le più ricche cave di questo metallo presenti in Toscana. Nella roccia di queste miniere è racchiusa una quantità copiosa di noccioli metalliferi che non solo variano fra loro di natura e di volume, ma contengono tre varietà di solfuro di rame, cioè il Rame piritoso giallo, il paonazzo e il grigio. Repetti ricorda come dal 1826 fu ripreso lo sfruttamento della miniera di Montecatini, gestita dal 1837 dalla società dei fratelli Hall e Slogane, alla quale si deve l'apertura di una nuova ed imponente ....galleria esterna di scolo, distante dall'attuale miniera 1350 m.; ad un livello di 110 m. più basso dell' ingresso esteriore, e 65 m. inferiore alla galleria di scolo aperta nel fianco opposto ( a Ovest ) del poggio alle Croci.

Ai primi del novecento la miniera fu chiusa, anche se, tra il 1950 e il 1963 furono fatti ulteriori sondaggi e ricerche con metodi moderni e con risultati sostanzialmente negativi.  Attualmente la miniera risulta formata da 10 livelli di gallerie collegate tra loro.   Le gallerie più importanti erano Pozzo Rostand, il più profondo, (circa 300 m.), Pozzo Alfredo, Pozzo Luigi Vecchio e Pozzo Luigi Nuovo. La galleria di scolo, chiamata Maria Antonia, ancora accessibile, portava in località Macinaia le acque di eduzione della miniera. L' estensione massima del giacimento, al terzo livello, raggiunse i 700 metri.   Tra il 1957 e il 1959, al settimo livello furono fatti 234 metri di perforazione attraverso il diabase, ma non si trovò minerale utile; il24 aprile 1963, visti vani tutti i tentativi effettuati fino a quel momento, la miniera fu definitivamente chiusa, ed ora rimangono i resti di numerosi impianti, gallerie, pozzi, e i bei edifici ottocenteschi della direzione, come una eccezionale testimonianza di archeologia industriale.

Cenni Geologici - Il giacimento è caratterizzato dalla presenza di masse di rame metallico ( e di molti minerali da questo derivanti ) che si snodano entro rocce ofiolitiche. La porzione più superficiale di queste ofioliti è costituita da soli diabasi. Mentre quella più profonda è costituita da gabbro e serpentino.  Il deposito di Montecatini Val di Cecina mostra i caratteri dei " giacimenti cupriferi di origine idrotermale a media temperatura, giacimenti di rimobilizzazione ". Le concentrazioni  cuprifere, dovrebbero derivare da minerali di rame già esistenti nelle ofioliti all'atto della loro formazione o comunque in essi depositati nel luogo della loro  formazione, prima che esse venissero dislocate nelle zone dove oggi si trovano.  Le mineralizzazioni si sono realizzate per lo più come solfuri in forma massiva, come zeoliti, ed ovviamente in rame metallico.


                                                     Minerali Rinvenuti


ANALCIME - Non raro, appare con il classico abito icositetraedrico, in cristalli di 1-3 mm.  
AZZURRITE - In patine o concrezioni azzurre.  
BLENDA - Piuttosto rara, in venette scure su matrice quarzosa, eccezionalmente rinvenuta in cristallini millimetrici ben formati con abito pseudottaedrico.  
BORNITE - Ritrovata in masserelle spesso coperte da ossidazioni o da malachite. La frattura fresca mostra un colore scuro, spesso irridescente, bluastro.  
BROCHATITE - In cristallini submillimetrici con abito prismatico di un bel colore verde smeraldo.  
CALCITE - Rinvenuta in cristallini fino al centimetro ad abito scalenoedrico nelle fessure e geodi di qualche pillows ofiolitico.  
CALCOCITE -  Rinvenuta in masserelle compatte con lucentezza metallica di colore grigio scuro; solo in rari casi sono stati trovati scarsi cristallini semplici o più raramente geminati a croce.  
CALCOPIRITE - Forma vene in una matrice quarzosa, o masserelle dal caratteristico color giallo oro sulla superficie fresca, brunastre o con vivace iridescenza se ossidata. Molto raramente in cristallini bisfenoidici di pochi millimetri, con facce scabre.  
COVELLINA - In masserelle color blu -nero iridescenti.  
CRISOCOLLA - In venette terrose color verde - azzurro.  
CUPRITE - Rinvenuta raramente in masserelle nero - rossastre.  
DATOLITE - Tipico minerale delle ofioliti, qui rinvenuta in cristallini di 1 -3 mm. ricchi di facce di colore biancastro o ialino, su matrice di serpentino.  
DIGENITE - In masse o piccole vene grigio/nero.  
EMATITE - In cristalli di pochi millimetri con abito lamellare in vene calcitiche che traversano le serpentine.  
EMIMORFITE - In cristallini millimetrici tabulari ialini, con abito prismatico.  
GESSO - In piccoli cristalli millimetrici ialini, con abito prismatico.  
LAUMONTITE - Una volta denominata caporcianite, forma degli aggregati lamellari di colore bianco o rosato sui diabasi o serpentini. Rara in cristalli ben definiti ( 1-2 mm.) se non in piccole geodi.  
MALACHITE - Rinvenuta in abbondanti patine e concrezioni su molte rocce. Più raramente in sferule submillimetriche di cristallini aciculari.  
MARCASITE - In vene di forma massiva, mai in cristalli.  
NATROLITE - Detta Savite dai vecchi autori, è poco frequente; si presenta in limpidi cristallini aghiformi sul diabase rossastro, talvolta in splendide associazioni con analcime ialino, o in masserelle fibroso-raggiate.  
PIRITE - In piccole masserelle color giallo oro.  
PREHNITE - In patinature microcristalline di color verde chiaro sulle rocce ofiolitice, in specie nel gabbro.  
QUARZO - Non è di gran pregio estetico, rinvenuto in cristalli di 5-7 mm. ad abito bipiramidale, su matrice ofiolitica.  
RAME NATIVO - Era il minerale di lavorazione ed estratto in forma metallica. Rinvenuto in masse di qualche etto, o in piccole placchette o arborescenze sul gabbro o serpentino.  
TENORITE Var. Melaconite - In patine nere polverose prevalentemente sulla calcocite.  
THOMSONITE - In globuletti di color bianco.  

                                                                                                                                                 


 © 2005 -Tiberio Bardi -Tutti i diritti riservati  - Ultimo aggiornamento  30/11/2005