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Miniera del Cornacchino Cenni Geologici- Localizzata a circa tre chilometri dal centro di Castell'Azzara ad una quota di 815 m. sul versante meridionale del Monte Penna, questa miniera ha conosciuto lavorazioni già nel periodo medievale e anche in epoca preistorica. La sede del giacimento cinabrifero è il calcare marnoso del Lias superiore, caratterizzato da rigonfiamenti argillosi cinabriferi, che potevano raggiungere una potenza di circa 30 metri, o spaccature mineralizzate. Caratterizzata da una tettonica intensa, questa miniera sostanzialmente non ha avuto molta fortuna o notevole espansione. Forse è mancato un interesse specifico o un investimento adeguato che avrebbe dovuto portare ad una ricerca più sistematica e mirata. Questo avrebbe permesso di poter verificare meglio il reale sviluppo del giacimento con particolare riferimento all'individuazione delle effettive risalite dei fluidi mineralizzanti. Questa supposizione si giustifica in quanto la genesi di tale giacimento non si discosta per nulla da quella di tutti i giacimenti cinabriferi del Monte Amiata; l'origine, valutata con la tettonica specifica, poteva pertanto suggerire interessanti soluzioni per la ricerca e l'individuazione di nuovi orizzonti mineralizzati. Cenni Storici- Le prime ricerche iniziarono nel 1872 quando la famiglia Schwarzenberg, dietro suggerimento dell'ingegner Teodoro Haupt, consulente minerario del governo Granducale dal 1840, decise di acquistare alcuni terreni nel comune di Castell'Azzara. I primi lavori, iniziati poco prima del 1879, consistettero nello scavo di alcune gallerie sugli affioramenti di filoncini di cinabro che erano stati ritrovati in una parete quasi a picco sulla destra di una piccola valle al disotto della vecchia mulattiera Castell'Azzara-Selvena. Per i primi anni le ricerche diedero risultati piuttosto scarsi; la produzione di minerale incominciò ad assumere una certa importanza soltanto quando le ricerche vennero spinte più in profondità (nei calcari e nelle argille) dove le concentrazioni di cinabro erano più ricche. Nel primo periodo di attività la miniera fu gestita in economia, non vi erano impianti ad eccezione di una baracca per l'alloggio del caporale. In seguito ai buoni risultati, l'ing. Filippo Schwarzenberg, con la consulenza prima dell'ing. Carlo Simon e poi dell'ing. Enrico Jasinsky, decise di costruire una casa d'abitazione per il direttore e di impiantare uno stabilimento metallurgico per la produzione di mercurio. Nel 1888 nello stabilimento del Cornacchino veniva trattato anche il minerale estratto dalla miniera delle Solforate. Nel 1889 alla morte dell'ing. Jasinsky ci fu un accordo tra gli eredi Schwarzenberg e i fratelli Rosselli della miniera del Siele; questi concessero, data la vicinanza delle due miniere, che il loro direttore, Vincenzo Spirek, prendesse la direzione del Cornacchino con la promessa che tutte le informazioni tecniche e scientifiche sulla miniera fossero comunicate soltanto a loro. Con l'arrivo di Spirek anche al Cornacchino fu installato un forno Cermak-Spirek, uno dei più avanzati in tutto l'Amiata. Con il cambio di direzione, lo stabilimento metallurgico si sviluppò notevolmente tanto che nel 1914 si potevano contare, un forno a torre da 6 tonnellate con tramoggia Spirek, due forni Cermak-Spirek ed un estrattore per i neri. L'impianto non prevedeva gli essiccatoi, in quanto il materiale era quarzoso e quindi asciutto, ma accanto al piano di caricamento dei forni, dove alcuni ragazzi stavano a fare la cernita, vi era un deposito del minerale. Oltre agli impianti per il trattamento all'esterno vi erano la direzione, tre magazzini, un'officina meccanica per le riparazioni, una scuderia per i muli adibiti al trasporto del minerale e del legname, una casa per i sorveglianti e uno spogliatoio e refettorio per gli operai. Nel 1917 la miniera con lo stabilimento annesso fu acquistata dalla Società Monte Amiata, che la tenne in uno stato precario fino al 1921. Soltanto tra il 1928/29 si ripresero i lavori ma sempre con poco successo tanto che negli anni trenta fu chiusa. In questa miniera furono riscontrati i primi casi di silicosi di tutta la regione Amiatina; questa malattia, non essendo ancora conosciuta, fu chiamata Cornacchinite. |
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