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Le Colline Metallifere Situate quasi nel centro della Toscana, ma più prossime al mare che all' Appennino, le Colline Metallifere rappresentano senza ombra di dubbio il gioiello naturalistico e paesaggistico dell' intera regione. Il nome identifica un' area abbastanza vasta dalla forma rettangolare così delimitata. A nord dalla SS 68 che unisce Colle di Val d' Elsa a Cecina; a est dalla Montagnola Senese, che la separa da Siena e dalla bassa valle del Merse, nonchè da tutto il tratto mediano dell' Ombrone fino a Paganico. A sud dal limite settentrionale della pianura Grossetana (l' antico Lago del Prile), dalla SS 1 Aurelia e dalla pianura di Scarlino; a ovest dall' allineamento costituito dai Poggi della Gherardesca e dai Monti di Campiglia Marittima. Da un punto di vista amministrativo il territorio ricade nelle province di Livorno, Pisa, Siena e Grosseto. Il cuore delle Colline Metallifere è costituito dal gruppo montuoso le Cornate - Poggio Ritrovoli - Poggio di Montieri. Se da un punto di vista strettamente geografico questi rilievi si possono considerare montagne, superando tutti e tre, anche se di poco, i mille metri di quota; in realtà è forse più appropriato parlare di alte colline, a causa dei dolci profili e dell' assenza di rotture improvvise di pendio. Attorno al cuore montuoso delle Metallifere si dispongono a raggiera una nutrita serie di poggi più bassi, circondati da altrettanti rilievi che costituiscono una serie infinita di bacini e sottobacini solcati da fiumi, torrenti e fossi. Le Colline Metallifere, furono nei secoli passati il complesso minerario più importante dell' Italia continentale con oltre 2000 chilometri quadrati di territorio indagato mineralogicamente. Etruschi, Romani, famiglie Medievali, moderne società minerarie scavarono numerose miniere in questi luoghi e ci hanno tramandato alcune testimonianze di Archeologia Mineraria di valore inestimabile. E' il caso di Massa Marittima e Campiglia, luoghi in cui gli antichi scavi sono stati definiti come i monumenti più significativi che ci furono lasciati in tema di miniere. Nelle Colline Metallifere arrivarono minatori da tutte le parti d' Italia e dall'estero, così pure qui alcuni minatori emigrarono per portare altrove la tecnica mineraria. In questi luoghi toscani si coltivò per secoli quella "cultura mineraria" che ci lasciò opere di notevole pregio come gli ordinamenti minerari massetani del 1200 e 1300 ' Ordinamenta facta arte fossarum ramerie et argenteire civitatis masse ' ed il primo libro al mondo di arte mineraria (stampato nel 1540) scritto dal Biringuccio, direttore della Miniera di Boccheggiano, intitolato 'De La Piròtechnia' del quale fu estimatore Leonardo da Vinci e di cui citiamo un breve brano: "......Havendovi promesso di scriver la natura de le miniere in particolare, mè forza dirvi in generale qualcosa, e massimamente de luoghi, de gli ordini, e de istrumenti che vi s' adoperano, e a che modo stanno. Però sappiate che di queste se ne trovano in più parti del mondo, e giusto e secondo li buoni nvestigatori..........." L'area delle Colline Metallifere, compredeva le miniere di pirite di Gavorrano, Ravi, Boccheggiano e Niccioleta, le antiche miniere di rame, piombo e zinco di Campiglia Marittima, Serrabottini e di Fenice-Capanne, il giacimento di pirite e solfuri misti di Campiano, le miniere di antimonio delle Cetine, l' importante regione boracifera di Larderello ed i giacimenti di salgemma di Volterra, le miniere di rame di Montecatini Val di Cecina, nonchè le miniere di lignite di Casteani, Ribolla e Monte Bamboli Sassofortino. Infine insieme alle miniere, vi erano gli insediamenti metallurgici, i forni fusori e le ferriere di Boccheggiano, di Follonica, di Valpiana, dell' Accesa, di Gavorrano, di Scarlino, di Piombino, Campiglia, Cecina e Suvereto, che in passato rappresentavano uno dei complessi siderurgici principali d' Italia.
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