Miniera delle Cetine di Cotorniano
Cenni
Storici - Già nel 1872 Antonio D'Achiardi riferiva sulla presenza di
Stibina a " Cotorniano presso Radicondoli "; comunque i primi lavori estrattivi
vennero intrapresi nel 1878, con proprietaria del fondo la vedova Angiola
Piccolomini Clementini. Nel 1882 era esercente della miniera Carlo Scaniglia,
già proprietario della Fonderia ( edificata nel 1880 ) del Ponte del Rosario,
presso Siena. Dopo i primi scavi a cielo aperto, nel 1886 iniziarono i lavori in
sotterraneo, anche se i risultati per la nuova società concessionaria
(Società Anonima Miniere e Fonderie di Antimonio ) si rivelarono sconfortanti.
Con alterne vicende i lavori proseguirono sino ai primi anni del Novecento. Da
segnalare, nel 1894, l'interessamento dell'insigne mineralogista Ettore Artini
verso alcuni cristalli di antimonite delle Cetine, così perfettamente terminati
da indurlo a ritenere che fosse quella, come lui scrive "la prima volta
che un'antimonite di località Italiana possa venir fatta oggetto di studio
cristallografico". Le attività furono bruscamente
interrotte nel 1906 a causa dell'abbassamento del prezzo dell'antimonio e
ripresero solamente ala fine del 1915.
Nel 1916 l'attività estrattiva del minerale, importante per la fabbricazione
delle armi, subì un nuovo impulso; la forza lavoro crebbe fino ad una settantina
di operai e la produzione dette risultati talmente positivi da rinunciare
all'importazione dell' antimonite dalla Sardegna, indispensabile fino ad allora
per il regolare funzionamento della fonderia. Dopo la Prima Guerra Mondiale la
richiesta di antimonio cadde bruscamente e nel 1919 la miniera venne chiusa.
Il 14 Dicembre
1936 la "Società Anonima Miniere e Fonderie di Antimonio" (gruppo A.M.M.I.)
riprese le ricerche. I lavori consistettero nella rimozione delle vecchie
discariche, nella creazione a cielo aperto di alcuni gradoni e nella riapertura
di vecchie gallerie. Il minerale raccolto aveva un tenore medio del 9% di
antimonio ed era cernito a mano nei piazzali. Le attività proseguirono senza
interruzioni dal 1937 sino al 1941, anno in cui la Società chiese la
trasformazione del "permesso di ricerca" in concessione. In
questo periodo il minerale veniva trattato interamente in zona grazie alla
costruzione di un piccolo forno per la produzione di ossido di antimonio. Anche
se i filoni coltivati si dimostravano in via d'esaurimento, tuttavia i lavori
estrattivi si protrassero fino al 1943 ed il tenore medio di antimonio si
mantenne sul 3%. Il passaggio della Seconda Guerra Mondiale determinò una
forte riduzione dell'attività; la mancanza di energia elettrica ed i
danneggiamenti subiti resero poi impossibile la prosecuzione dello sfruttamento
della miniera, che, del resto, risultava ormai esaurita. Essa fu però tenuta in
manutenzione fino al 1948, anno del definitivo abbandono.
Per quanto riguarda la produzione, pare che nel primo periodo di
attività (1879-1906) si sia ricavato dal minerale estratto l'equivalente di
circa 2000 tonnellate di antimonio, mentre nel periodo 1915-1918 furono estratte
circa 5000 tonnellate di minerale all' 11% in antimonio; nell'ultimo periodo
d'esercizio (1937-1944), infine, la produzione ammontò complessivamente a circa
12000 tonnellate aventi tenore oscillante tra il 5 ed il 10% in antimonio
metallico. Le gallerie costruite dall'inizio delle coltivazioni fino alla
chiusura definitiva della miniera, sono innumerevoli, come pure gli imbocchi
dall'esterno; gli scavi si articolano su 3 diversi livelli principali ed
altrettanti intermedi, mentre la lunghezza complessiva delle gallerie è di
alcuni chilometri. Sono presenti numerosi pozzetti di "butto" utilizzati per
scaricare il minerale verso la galleria di carreggio (galleria Garibaldi) ed un
magnifico pozzo (pozzo Krida o pozzo Rolfo), armato in travi, di una quindicina
di metri di profondità, che era dotato di un argano. Degni di nota sono gli
imponenti muri a secco presenti in quasi tutte le gallerie e perfettamente
conservati; erano utilizzati per ripiene o per sostegno delle volte nei punti
considerati cedevoli. Nonostante i numerosi crolli, restano percorribili varie
gallerie ed agibili tre diverse entrate.
Cenni Geologici - Il giacimento delle Cetine di
Cotorniano è caratterizzato da un ammasso di calcare cavernoso silicizzato, sede
di gran parte della mineralizzazione antimonifera che si presentava diffusa in
tale matrice sotto forma di venette, ciuffi d cristalli, moschettature e piccoli
ammassi. Al letto del giacimento troviamo scisti siltoso-arenacei e
microconglomerati quarzosi del gruppo del Verrucano, mentre la copertura è
costituita da galestri e palombini (formazione cretacica delle argille e calcari
palombini). Sia scisti che galestri e palombini non contengono mineralizzazione
antimonifere. Verso nord il giacimento continua in un ampio affioramento di
calcare cavernoso non silicizzato, solo marginalmente interessato dalla
mineralizzazione. Dal punto di vista scientifico e collezionistico, oltre al
calcare silicizzato (matrice della maggior parte dei minerali primari e
secondari di antimonio), sono molto interessanti anche i contatti con la
formazione degli scisti (sede di quasi tutti i solfati), la formazione dei
galestri e palombini (per la presenza di millerite) ed il calcare non
silicizzato (per la presenza di belle formazioni cristalline di antimonite,
facilmente isolabili dalla matrice calcitica mediante acidatura). Il
giacimento e le rocce in cui si è formato hanno tratto origine dalle lente
trasformazioni che hanno visto la zona, dapprima essere un'area marina e
successivamente per il ritirarsi delle acque, divenire una zona lacustre. Per
l'azione evaporitica si sono formate grosse deposizioni di gesso, calcare e
sacche di solfo, che a seguito del metamorfismo e a risalite idrotermali hanno
portato alla mineralizzazione delle faglie e delle fratture.



| ALLUMINIO-COPIAPITE - Masserelle rotondeggianti o
granulari di colore giallo verdognolo, associate a fibroferrite,
sideronatrite, jarosite e metavoltina, negli scisti del verrucano.
Rinvenuta solo nelle gallerie. |
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| ALOTRICHITE - Risulta sempre intimamente associata a
pickeringite e con questa dà luogo a vari intermedi isomorfi. E'
presente nei livelli del Verrucano sotto forma di aggregati di sottili
cristalli aghiformi riuniti in formazioni rotondeggianti giallastre.
Rinvenuta solo nelle gallerie. |
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| ALUNITE - Patine biancastre nelle geodi col quarzo,
nel calcare silicizzato. |
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| ALUNOGENO - Aggregati sferoidali bianco-grigiastri
(formati da una moltitudine di microcristalli lamellari) su matrice
argillosa, negli scisti del Verrucano presenti in alcuni livelli
inferiori della miniera. |
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| ANTIMONITE - Può essere rinvenuta sotto forma di
cristalli prismatici idiomorfi anche di notevoli dimensioni (oltre 10
centimetri) e di aggregati raggiati con caratteristica colorazione
grigio-metallica, spesso ricoperti da patine di alterazione giallastre o
biancastre. I migliori individui sono presenti nel calcare non
silicizzato, mentre i cristalli reperibili nel calcare silicizzato sono
in genere più piccoli (1-2 cm.) e spesso associati a stibiconite,
valentinite e klebelsbergite. |
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| AZZURRITE - Patine e noduletti di colore azzurro,
associati a calcostibite, malachite e gesso, nel calcare non
silicizzato. |
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| BARITE - Presente nei livelli delle argilliti sotto
forma di piccoli cristalli tabulari esagonali incolori associati a
marcasite, pirite e pirrotina. |
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| BINDHEIMITE - Rinvenuta molto recentemente
all'interno di alcune scorie, in piccoli ottaedri perfetti, di colore da
marrone scuro a marrone chiaro, associata a rosiaite. |
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| BRIZZIITE - Una nuova specie mineralogica. La
brizziite è chimicamente un antimoniato di sodio ed è presente in alcune
scorie, su una matrice molto chiara, per lo più gialla, oppure
biancastra o leggermente rosata. Morfologicamente il minerale si
presenta in pacchetti di lamelle a contorno non ben definito, a formare
incrostazioni impiantate su stibiconite. Queste masse cristalline sono
usualmente bianche, più raramente giallastre, rosate o tendenti al
grigio; di rado si osservano cristalli tabulari perfettamente esagonali,
incolori, con lucentezza perlacea e sfaldatura basale. La simmetria è
romboedrica. |
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| CALCITE - In cristalli scalenoedrici di colore bianco
o giallastro, anche di notevoli dimensioni. Spesso questi individui sono
ricoperti da microcristalli di gesso trasparentissimo ed in tal caso si
possono avere campioni esteticamente apprezzabili. La calcite delle
Cetine può presentare fluorescenza gialla o rosa-violacea. |
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| CALCOSTIBITE - Piccoli noduli di colore
grigio-metallico, sempre accompagnati da malachite ed azzurrite. Il
minerale è incluso in alcune limitate porzioni di calcare non
silicizzato nei pressi del contatto con gli scisti del verrucano. |
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| CELESTINA - Millimetrici cristalli tabulari incolori
o debolmente azzurrati di questo minerale sono reperibili in alcune
geodi del calcare silicizzato in associazione con quarzo e gesso. |
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| CERVANTITE - Sotto forma di millimetrici ciuffi di
cristalli aciculari di colore giallo-marroncino, sempre associata a
stibiconite e ad altri minerali di ossidazione dell'antimonite, nel
calcare silicizzato. |
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| CETINEITE - (Cetinite) Nuova specie mineralogica,
individuata per la prima volta proprio in questa località. Chimicamente
il minerale è un ossisolfuro di antimonio, potassio e sodio e si
presenta sotto forma di microcristalli aciculari e minute spalmature di
colore arancio all'interno di microgeodi rinvenibili in alcune scorie
prodotte dal trattamento del minerale antimonifero nei vecchi forni. Il
nome del minerale deriva da quello della miniera. |
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| CINABRO - Esili venature e granuletti di colore
rosso-scarlatto sono presenti in alcune porzioni del calcare silicizzato |
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| CLINOCERVANTITE - Trattasi di una nuova specie
e precisamente della modificazione monoclina della già nota cervantite.
La clinocervantite è stata rinvenuta nelle piccole cavità di alcuni
blocchi formati dai prodotti di scoria, associata a valentinite,
tripuhyte, bindheimite e rosiaite. Si presenta come associazioni di
cristalli, generalmente con abito monoclino prismatico, allungati e
dimensioni comprese tra 0,2-0,3 millimetri. Sono presenti anche geminati
composti da due o più individui. Il minerale è incolore, trasparente con
lucentezza vitrea. E' stata osservata anche in aggregati globulari di
microcristalli o in cristalli aciculari verde acqua per colorazione
dovuta alla presenza di sali di rame. |
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| COQUANDITE - E' un ossisolfato di antimonio che si
presenta in aggregati sferoidali di fibre sericee, o più raramente, in
minuti cristalli lamellari, incolori, trasparenti. |
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| DOLOMITE - Presente nelle formazioni scistose del
gruppo del verrucano sotto forma di millimetrici cristalli romboedrici
bianchi su calcite scalenoedrica. |
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| ELPASOLITE - E' stata rinvenuta in microcristalli
ottaedrici, icositetraedrici e tetracisesaedrici, di colore biancastro,
semitrasparenti e con lucentezza vitrea. E' stata rinvenuta nelle geodi
di una quarzite nerastra nel settore ovest della miniera. |
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| EMATITE - Presente nel calcare fortemente silicizzato
sotto forma di microcristalli lamellari di colore grigio-metallico. |
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| EPSOMITE - E' presente frequentemente nei livelli del
Gruppo del Verrucano sotto forma di cristalli aciculari molto delicati,
lunghi anche 10 o 20 centimetri spesso riuniti in fasci e croste di
colore bianco. |
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| FARMACOSIDERITE - Microcristalli cubici verdastri e
trasparenti, con lucentezza vitrea. E' presente nel calcare silicizzato
in associazione con jarosite, scorodite, solfo e quarzo. |
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| FERRINATRITE - Si può rinvenire molto raramente in
piccoli aggregati semisferici formati da microcristalli esagonali di
colore bianco e lucentezza vitrea, in associazione con metavoltina,
sideronatrite, gesso e tamarugite, sulle formazioni scistose del gruppo
del verrucano. |
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| FIBROFERRITE - Caratteristici "cornetti" di questo
minerale possono essere facilmente reperiti in alcuni livelli
interessati dal gruppo del verrucano. Tali concrezioni risultano
costituite da tante laminette riunite in strutture elicoidali, le cui
dimensioni possono superare anche i 20 millimetri; il colore è beige o
giallo-verdognolo. |
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| FLUORITE - Minerale molto raro che può essere
presente sotto forma di millimetrici cristalli cubici incolori sia nel
calcare silicizzato (in associazione con celestina) sia al contatto tra
scisti del verrucano e calcare cavernoso (in associazione con calcite,
dolomite e gesso). |
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| GAYLUSSITE - In rari cristalli prismatici allungati o
appiattiti incolori che si trovano nelle scorie della fonderia, in
associazione alla senarmontite. |
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| GESSO - Stupendi accrescimenti coralloidi incurvati
sono presenti, sia pure raramente, nei livelli del calcare silicizzato.
Queste formazioni gessose, di notevole effetto estetico, possono essere
bianche od incolori e presentano lucentezza sericea. Grossi cristalli
prismatici, anche geminati "a ferro di lancia", con colorazione
giallastra, rossastra o grigiastra, sono abbastanza frequenti nel
calcare non silicizzato e negli scisti del verrucano. |
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| GIBBSITE - In forma di piccole croste o millimetriche
concrezioni sferoidali bianche o quasi incolori, il minerale è presente
in piccole geodi del calcare cavernoso silicizzato, associato
gesso e quarzo. |
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| GOETHITE - Masse spugnose di colore bruno, associate
a quarzo, presenti nel calcare non silicizzato. |
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| JAROSITE - In microcristalli romboedrici bruni su
quarzo o in spalmature microcristalline giallastre nelle fratture del
calcare silicizzato. |
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| JURBANITE - Masserelle biancastre formate da
microcristalli prismatici. Può essere associata a gesso, fibroferrite,
epsomite ed alotrichite-pickeringite, sugli scisti del verrucano. |
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| KLEBELSBERGITE - Ciuffetti di millimetrici cristalli
aciculari incolori o con colorazione giallo-crema e giallo-rosa. Il
minerale risulta associato (nelle geodi del calcare silicizzato) ad
antimonite, stibiconite, solfo, gesso, peretaite ed onoratoite. |
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| MALACHITE - Patine di colore verde caratteristico,
associate a calcostibite, azzurrite e gesso, nel calcare non
silicizzato. |
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| MARCASITE - In microcristalli prismatici di colore
giallo e lucentezza metallica con riflessi verdastri è presente su
matrice calcitica nei livelli delle argilliti a palombini, talvolta
associata a pirite, pirrotina e millerite. Sotto forma di masserelle o
granuli è presente anche nel gruppo del verrucano e nel calcare
silicizzato. |
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| MELANTERITE - Fasci di cristalli aciculari ricurvi ed
incrostazioni di colore celeste-verdastro presenti sia nel calcare
silicizzato che negli scisti del verrucano. |
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| METASTIBNITE - Questo solfuro accompagna
frequentemente l'antimonite e gli altri minerali di antimonio sotto
forma di patine terrose e spalmature di un bel colore rosso vivo. |
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| METAVOLTINA - Abbastanza rari sono i microcristalli
con abito tabulare, mentre più comunemente il minerale si presenta sotto
forma di patine terrose di colore giallo-limone. Come la maggior parte
degli altri solfati è presente nei livelli scistosi del verrucano.
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| MILLERITE - Sottili cristalli aciculari di colore
giallo ottone e lucentezza metallica, spesso riuniti in aggregati
raggiati, sono presenti nelle formazioni palombine su matrice calcitica
bianca o arenacea grigia. le dimensioni sono in genere comprese tra 5 e
10 millimetri. Il minerale è spesso associato a marcasite, pirrotina e
pirite. |
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| MIRABILITE - Presente nelle formazioni scistose del
gruppo del verrucano in croste fibrose ed accrescimenti coralloidi
incolori o bianchi. |
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| MOPUNGITE - Rinvenuta in alcune scorie dei vecchi
forni sotto forma di spalmature e masserelle terrose di colore bianco.
Molto raramente sono stati rinvenuti anche piccolissimi cristalli
incolori con abito prismatico-tetragonale. Talvolta risulta associata a
cetineite. |
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| ONORATOITE - E' uno dei minerali più caratteristici
delle Cetine poichè fino a poco tempo fa era stato trovato soltanto in
questa miniera. Si può presentare sotto forma sia di millimetrici
ciuffetti di cristalli aciculari bianchi, bianco-giallastri o
rosa-rossastri, con lucentezza sericea, sia di cristalli lamellari
allungati, incolori. E' presente nel calcare silicizzato della parte
orientale della miniera, in associazione con antimonite, cervantite,
stibiconite, klebelsbergite, peretaite, gesso e solfo. |
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| PERETAITE - Si può presentare sotto forma di
masserelle compatte, di sottili 'bastoncini' e di cristalli irregolari
con colorazione bianco-rosa o bianco-giallastra e lucentezza cerosa. Più
raramente si possono notare anche cristalli ben terminati con abito
prismatico-tabulare, incolori oppure bianchi, giallo-crema, rosati o
rossastri. E' presente nel calcare silicizzato in associazione con
antimonite, gesso, solfo, klebelsbergite e onoratoite. |
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| PICKERINGITE - Come l'alotrichite è stata rinvenuta
solo nelle gallerie, in sferule bianche di cristalli aciculari. |
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| PIRITE - Nelle argilliti la pirite si presenta, su
matrice calcitica, sotto forma di piccoli cristalli che possono avere
abito cubico, ottaedrico o pentagonododecaedrico; il colore è
giallo-ottone con lucentezza metallica. Masserelle, granuli o rari
cristalli cubici sono presenti anche nel calcare silicizzato, nel
calcare non silicizzato e negli scisti del verrucano. |
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| PIRROTINA - Presente nelle argilliti sotto forma di
piccoli cristalli (1 o 2 millimetri) con abito tabulare a contorno
esagonale, di colore quasi sempre brunastro perchè superficialmente
ricoperti da patine di ossidazione. E' spesso associata a marcasite,
pirite e millerite, sempre su matrice calcitica bianca. |
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| QUARZO - Molto comune, specialmente nelle geodi del
calcare silicizzato, sotto forma di piccoli cristalli prismatici
incolori o biancastri. Sono stati rinvenute anche piccole formazioni a ' scettro'. |
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| RALSTONITE - Microcristalli ottaedrici perfettamente
incolori in associazione con quarzo, gesso, elpasolite e gibbsite, su
matrice calcarea silicizzata. |
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| REALGAR - In microcristalli prismatici di colore
rosso, lucenti e spesso ben terminati, è talvolta presente nelle
argilliti. Può essere associato a calcite, pirrotina, marcasite e
pirite. |
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| ROMERITE - Microcristalli pseudocubici di colore
marrone-ambrato in associazione con melanterite e gesso, nel calcare
silicizzato. |
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| ROSEMBERGITE - Trattasi di un fluoruro di alluminio
che si presenta in ciuffetti raggiati di esili cristalli tetragonali
allungati, con lucentezza vitrea, incolori e trasparenti. E' stata
rinvenuta associata a gesso, fluorite, elpasolite, ralstonite ed
onoratoite nelle cavità di un calcare fortemente silicizzato. |
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| ROSIAITE - Nuovo minerale, che deve il suo nome al
paese di Rosia, centro abitato molto vicino alle Cetine. Chimicamente
trattasi di ossido di piombo ed antimonio. E' stato rinvenuto in alcune
discariche dove sono presenti prodotti di scoria della miniera, in
associazione con bendheimite, valentinite, tripuhyite e senarmontite. La
rosiaite si presenta in aggregati millimetrici di cristallini variamente
intrecciati tra loro. I cristalli sono trasparenti, da incolori a giallo
paglierino, con lucentezza resinosa. |
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| ROSTITE - minuscoli aggregati microcristallini
bianchi, di aspetto terroso, rotondeggianti o con disposizione 'a
calice'. Può essere associata a gesso, melanterite, epsomite,
fibroferrite e alotrichite-pickeringite, nei livelli scistosi del
verrucano. |
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| SCORODITE - Presente nel calcare silicizzato sotto
forma di incrostazioni o microcristalli bipiramidali talora riuniti in
aggregati raggiati di colore verdastro. Può essere associata a gesso,
jarosite, stibiconite, farmacosiderite e tripuhyite. |
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| SENARMONTITE - Si presenta in millimetrici cristalli
ottaedrici perfettamente incolori, con lucentezza adamantina, impiantati
su antimonite, nel calcare silicizzato. Talvolta è stata rinvenuta anche
nelle scorie dei vecchi forni in piccoli cristalli ottaedrici incolori,
arancioni, rossastri o marroni, associati a cetineite, mopungite e
gaylussite. |
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| SIDERITE - In piccolissimi cristalli romboedrici di
colore giallo-bruno su matrice calcitica o calcareo-arenacea, nei
livelli delle argilliti e palombini. |
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| SIDERONATRITE - Presente nelle formazioni del gruppo
del verrucano in piccoli aggregati sferoidali gialli. Macroscopicamente
è molto simile alla metavoltina e si può distinguereda questa grazie al
colore: giallo-uovo per la sideronatrite, giallo-limone per la
metavoltina. |
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| SOLFO - Presente nelle geodi e nelle fessure sia del
calcare silicizato, sia del calcare non silicizzato, sotto forma di
piccoli cristalli, spesso ben terminati (bipiramidali o con abito
complesso), ricchi di faccette, di colore variabile dal giallo-chiaro al
giallo-arancio, con viva lucentezza aamantina. Il minerale risulta molto
spesso associato ad antimonite e gesso. |
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| STIBICONITE - Molto comune sia nel calcare
silicizzato che nel calcare non silicizzato sotto forma di patine
terrose e cristalli pseudomorfi di antimonite, spesso ben terminati e di
notevoli dimensioni; il colore può variare dal giallo-chiaro al bruno. |
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| TAMARUGITE - Sotto forma di concrezioni
rotondeggianti e croste microcristalline lamellari di colore bianco con
lucentezza perlacea è presente in alcune zone del gruppo del verrucano,
associata ad alotrichite-pickeringite, epsomite, metavoltina, gesso,
ferrinatrite e allunogeno. |
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| TRIPUHYITE - Piccole concrezioni globulari,
superficialmente di colore marrone e di aspetto colloso, internamente di
colore giallo-ocra. E' presente nel calcare silicizzato, in associazione
con stibiconite, cervantite e solfo. E' stata rinvenuta anche in
alcune scorie, sotto forma di minuscoli aggregati di piccoli cristalli
di colore verde mela, associata a rosiaite, valentinite, bindheimite e
senarmontite. |
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| TSCHERMIGITE - Microcristalli cubici con spigoli
smussati, incolori, associati a gesso. Anch'essa è presente sulle
formazioni del gruppo del verrucano. |
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| UKLONSKOVITE - Questo raro solfato (secondo
ritrovamento mondiale) è presente sotto forma di microformazioni
globulari bianche e microscopici cristalli prismatici incolori, su
matrice gessosa-calcarea, in una limitatissima zona dei livelli scistosi
del verrucano. |
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| VALENTINITE - Si può presentare sotto forma sia di
cristalli lamellari, anche riuniti in aggregati raggiati, sia di
masserelle fibroso-raggiate e di concrezioni globulari, sia di cristalli
tabulari o prismatici ben isolati ( 2-4 millimetri). Tutte queste forme
possono avere colore bianco, bianco-sporco, grigiastro o crema e
presentano tipica lucentezza cerosa. Rinvenuta nelle geodi del calcare
silicizzato, risulta sempre associata ad antimonite, stibiconite e
solfo. Talvolta è stata rinvenuta anche nelle scorie in piccoli
cristalli aciculari incolori o bianchi. |
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